L'intenzione di questo articolo è quella di porre l'attenzione sull'evoluzione tutto'ora in sviluppo, che vede protagonista il mondo dell'ecommerce. Con lo scoppio della crisi economica la nascita di siti che permettono di comparare i prezzi di prodotti uguali presenti sul web si è sparsa a macchia d'olio. Ovvia conseguenza è quindi stato il cambiamento del modo in cui le persone fanno acquisti online. Si è andata sviluppando una progressiva consapevolezza da parte degli acquirenti online, che sono sempre alla caccia del giusto prezzo, sul miglior sito web senza incorrere nel rischio di essere truffati. Con lo scoppio della crisi economica, siti come Trovaprezzi sono diventati sempre più digitati, permettendo alle persone di trovare l'offerta migliore e allo stesso tempo collaborando con il mercato online.

Nonostante il fattore prezzo non sia l'unico elemento rilevante per un acquisto online, è altrettanto certo che sia uno dei più rilevanti per il processo di acquisto. Il prezzo è la parte più cruciale per i distributori quando si tratta di vendere online un prodotto che possiedono nel negozio. Se nel negozio fisico si può vendere un determinato oggetto a 10 euro, molto probabilmente non si potrà fare lo stesso nel mondo di Internet in quanto bisogna tenere in considerazione a quanto lo vendono i concorrenti.

Quando un distributore propone un oggetto ad un prezzo superiore del 10% rispetto al prezzo applicato dai concorrenti che si trovano a circa 50 km di distanza, non si attiva il processo di influenza sull'acquirente. In questi termini, il cliente è disposto a spendere qualche euro in più piuttosto che rimettersi in macchina e consumare benzina solo per risparmiare pochi euro.

Nel processo di acquisto online le cose si verificano in modo differente. Le persone sono disposte a spendere molto tempo su diversi siti per trovare uno stesso prodotto al miglior prezzo. In questo senso possono decidere se entrare e controllare ogni singolo sito web o digitare direttamente un sito comparatore come Trovaprezzi.

Un utente alle prime armi con l'acquisto online digiterà come prima cosa l'oggetto nel motore di ricerca, solo una volta raccolti diversi siti web andrà a controllare per ognuno di loro il prezzo, le spese di spedizione e le condizioni di pagamento. Andrà insomma a vedere qual è l'offerta migliore che gli si propone. Una volta trovata tale informazione, passaggio fondamentale che ormai nessuno salta è quello di vedere le recensioni del sito web. Ovvero vedere se i precedenti acquirenti sono rimasti soddisfatti del servizio e del prodotto ordinato. Altri fattori che vengono controllati sono il servizio clienti e il tempo di spedizione.
Questo processo di ricerca e acquisto è stato utilizzato per anni dagli utenti e molti ancora lo usano, nonostante oggi siti come Trovaprezzi siano molto ricercati.

Con Trovaprezzi il distributore, brand o l'ecommerce ha la possibilità di fornire tutto il catalogo al sito che poi provvederà a inserirlo nel database. Quando un potenziale cliente clicca sul prodotto collegato al sito originario, il proprietario ottiene una nuova visita. Questo sistema chiamato pay per click consente al proprietario del sito di pagare solamente il click che l'utente effettua sul sito di comparazione. Non è però detto che quel click si trasformi in acquisto, in questo modo si è costretti a pagare Trovaprezzi per una mancata conversione. Sorge quindi spontanea la domanda Perché dovrei dare a Trovaprezzi l'intero catalogo e non solo i miei top prodotti in termini di vendita? Come faccio a sapere quali sono i prodotti maggiormente cliccati su Trovaprezzi per poi controllare cosa ho nel mio catalogo?
La risposta alla prima domanda è semplice: non dovresti. Con Competitoor sei in grado di sapere in modo facile e veloce quali sono i prodotti più competitivi presenti nel tuo catalogo e quindi decidere quali fornire a Trovaprezzi e quali no. In questo modo non andrai a pagare per click inutili e sarai in grado di focalizzarti su quei prodotti che sono maggiormente richiesti dai clienti.